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25 luglio 2004, domenica

Periodo di riflessione (A time to think)
di vololibero alle 15:50:01 ~ 2 Commenti (Scrivi) ~ 0 Trackback
Ho bisgno di prendermi una pausa di riflessione e quindi il blog per un po' sara' episodico.

I have to dedicate some time to thinking. I will probably keep blogging but not everyday.

23 luglio 2004, venerdì

Gastronomia al calcolatore - 1 (Computer gastronomy - 1)
di vololibero alle 19:23:03 ~ 0 Commenti (Scrivi) ~ 0 Trackback

22 luglio 2004, giovedì

Non ci si annoia mai (You never get bored)
di vololibero alle 18:58:16 ~ 0 Commenti (Scrivi) ~ 0 Trackback
La notizia del giorno e' che stanno vendendo la mia ditta. Sara' vera? In questo caso non sono rumori di corridoio ma notizie pubblicate su internet, in due siti diversi. Uno dei quali e' yahoo finance. E sembra che potrebbero scegliere l'acquirente entro la fine della settimana prossima.
Qui non ci si annoia proprio mai (per non parlare del rilassarsi).

Today's news is that they are selling my company. Is it real? The news was reported by two different sources, including yahoo finance. And they could pick the buyer by next week.
You really never get bored (or relaxed) here.

21 luglio 2004, mercoledì

Tassellature (9)
di vololibero alle 23:20:05 ~ 0 Commenti (Scrivi) ~ 0 Trackback



20 luglio 2004, martedì

Libri - Le leggi del tramonto (Books - The laws of evening)
di vololibero alle 22:20:08 ~ 1 Commenti (Scrivi) ~ 0 Trackback
In English at the end.

Continuo a leggere racconti e la cosa e' strana visto che non li ho mai sopportati. Forse sto cambiando senza saperlo...o forse mi illudo solo di stare cambiando, visto che mi sento cosi' bloccato ultimamente.
In ogni caso, il libro e' una strana combinazione di cose che sembrerebbero avere poco a che fare l'una con l'altra. Mary Yukari Waters, l'autrice, e' parte giapponese e parte irlandese-americana (e sono convinto che sia nata in America). Il libro racconta di come i giapponesi, subito dopo la seconda guerra mondiale, hanno dovuto abituarsi ad un mondo che all'improvviso era diventato completamente diverso da quello a cui erano abituati. La maggior parte dei protagonisti sono donne anziane che hanno perso il marito o dei figli nella guerra. Sopravvivono, magari vivono anche, ma per lo piu' cercano di dare un senso alle loro nuove vite. Per molti la sintesi tra il non poter dimenticare il vecchio mondo ed il dovere per forza vivere nel nuovo arriva attraverso una sorta di accettazione del presente, molto buddista. Nello smettere di contrapporre due modelli opposti ma ugualmente forti ed iniziare semplicemente a vivere quello che la vita gli offre.
C'e' qualche messaggio per me in questo libro? Anch'io vivo ancora un po' diviso tra due mondi, che non si mescolano poi cosi' bene.

I keep reading short stories, something that I have always disliked doing in the past. Maybe I'm changing and I don't know. Or maybe I wish that I'm changing. I feel so stuck recently.
The book is a strange combination of elements that apparently shouldn't match. The author, Mary Yukari Waters, is half Japanese and half Irish-American and lives in Los Angeles (for some reason I'm also sure that she was born in the US). The book is about how Japanese people adjusted themselves to a totally new world and way of living, right after the end of World War II. Mostly of the people are old, women, and have lost their husbands and / or children during the war. They survive, maybe even live, but mostly try to make sense of their new lives. For many the synthesis between not being able to forget the old world and having to live in the new one, comes through a sort of buddhist acceptation of things. In ending the contrapposition between two opposite and equally strong models, and instead simply living what life brings to them.
Is there anything for me here? To a certain extent I still live in two different worlds and still they mix like oil and water at times ...

19 luglio 2004, lunedì

La mensa di Conde' Nast (Cafeteria at Conde' Nast)
di vololibero alle 16:33:20 ~ 0 Commenti (Scrivi) ~ 0 Trackback
In English at the end.

Oggi ho pranzato con Chris ed una sua amica che lavora per la Conde' Nast, la casa editoriale di alcune delle riviste piu' famose e redditizie al mondo (Vogue, AD, New Yorker, Wired, ...). Ero molto curioso di vedere la mensa interna perche' e' stata disegnata da Frank Gehry (quello del museo di arte moderna di Bilbao) ed e' molto famosa. Nella foto grande qui sotto la freccia rossa indica dove eravamo seduti.
Come prima cosa, e' stato bello fare qualche cosa di diverso per pranzo, ed avere l'energia nervosa di NY attorno (invece del grigiore del New Jersey). La Conde' Nast, poi, si e' rivelata essere meno tremenda del previsto (considerati i racconti che circolano in giro). Erano tutti generalmente ben vestiti ma non era come essere ad una sfilata di moda. Il cibo era buono e la gente sembrava rilassata. La mensa, ovviamente, e' molto bella, tutta linee sinuose di plastica trasparente e legno dai colori chiari. E nonostante sia praticamente un pezzo di architettura moderna e' anche rilassante ed accogliente. Adesso devo solo cercare di non pensare alla mia di mensa...

Today I had lunch with Chris and a friend of his that works for Conde' Nast. We went to the famous cafeteria designed by Frank Gehry and it was fun. If you check the big picture, the red arrow points to where we were sit. It was nice to do something different for lunch, and to have that NY energy around, for once. Conde' Nast was less of a sharp experience than I thought (thanks God). People were generally well dressed but it was not like being in an issue of Vogue. The food was good, the people seemingly relaxed. The cafeteria is obviously beautiful, all winding around with fluid panels of transparent plastic or light brown wood. And, despite being so hedgy, it was also confortable and relaxing. Now, if only I could forget the cafeteria at my workplace...



18 luglio 2004, domenica

Ancora sul medio-oriente (Again on middle-east)
di vololibero alle 10:39:08 ~ 0 Commenti (Scrivi) ~ 0 Trackback
In English at the end.

Rimando ad un articolo scritto da altri (in inglese ma traducibile in italiano clickando sulla bandierina dell'Italia). E' lucido, e molte cose (non tutte!) sono condivisibili. L'articolo ha il grande merito di dire chiaramente che, indipendentemente da quello che succede e succedera' in Iraq, il mondo arabo attuale e' un problema. La struttura attuale della societa' araba e' incompatibile con quella moderna (occidentale + Giappone + in parte altri), ed il mondo e' ormai troppo connesso per tollerare incompatibilita'. Gli americani hanno purtroppo ragione, hanno davvero messo il dito su qualcosa di reale con questa loro "guerra contro il terrore". L'hanno purtroppo fatto con il paraocchi, fornendone un'interpetazione molto limitata e forzata. Nell'assenza totale dell'Europa, che dovrebbe invece rappresentare altre sfumature dell'essere occidentale (e forse lo fa, con la sua assenza dagli affari del mondo...). Sarebbe bello se gli europei parlassero di meno e facessero di piu'.
Riguardo ai terroristi, sono molto piu' lucidi della maggior parte della gente che ne commenta le azioni. Il problema attuale non e' che ci sono sistemi incompatibili ma il fatto che questi sistemi sono forzati ad entrare sempre piu' in contatto. Questo e' dovuto alla sempre piu' stretta integrazione a livello mondiale, che e' guidata dalla facilita' di comunicazione e spostamento e dalla trasparenza, economicita' e standardizzazione delle interazioni . I terroristi colpiscono esattamente queste cose, con azioni relativamente piccole ma capaci di bloccare o rallentare dei flussi molto piu' grandi. Ad esempio, colpiscono una localita' turistica cosi' che i turisti hanno paura e non visitano piu' un paese. Colpiscono un treno od un areo nella speranza che la gente si spaventi e non viaggi. Gli americani hanno ragione su di una cosa fondamentale, il fatto che il terrorismo vada affrontato seriamente ed energicamente. I terroristi non colpiscono singole persone o cose, colpiscono la nostra civilta', il nostro modo di vivere, la modernita' stessa. La situazione attuale e' purtroppo che l'Europa nega che ci sia un problema e l'America l'ha affrontato in un modo sbagliato.

This is a very good article. It's sharp, and it's easy to agree with many (but not all!) the things it says. The great merit of the article is to clearly state that, independently of Iraq, the current Arab world is a problem. The current structure of the Arab society is incompatible with modernity (Western countries + Japan + others to some extent), and the world is now too connected to tolerate such an incompatibility. Unfortunately Americans are right, they really put their finger on something with this "war on terror". But their view of the problem is constrained and limited, based on a narrow interpretation. Europe, again unfortunately, has been noticeable only for its absence. And this is a pity, because Europe represents a different way of being Western and would bring different point of views to the debate (and maybe it does, with its absence...). It would be nice if Europeans spoke less and did more.
Back to the terrorists, they have clear ideas, far more than the most of the people that comment on them. The problem right now is not that there are incompatible systems. The problem is that they are forced to interact more and more. This is due to the increasing global integration, which in turn is driven by the easyness of communicating and traveling, and by the transparency, economicity and standardization of interactions in general. These are exactly the things that terrorists target. They use relatively small actions that are able to block or slow down far bigger flows. They hit a tourist resort hoping that turists will stop visiting the country. They hit a train or an airplane hoping that people will not travel any more out of fear. Americans are right about one fundamental things, the fact that terrorism must be addressed seriously. Terrorists don't hit individual people or thing. They hit our civilization, our way of life, the idea of modernity itself. The current situation, unfortunately, is that Europe denies the problem and America has addressed it in a wrong way.

17 luglio 2004, sabato

Compleanno
di vololibero alle 22:31:39 ~ 2 Commenti (Scrivi) ~ 0 Trackback
Oggi e' il mio compleanno e prendo quindi le cose alla leggera. Chris ieri mi ha offerto una buona cena ed oggi siamo andati in spiaggia. Uno strano luglio, pero', faceva quasi freddo.

16 luglio 2004, venerdì

Libri - Prima dell'inizio, di Martin Rees (Books - Before the beginning, by Martin Rees)
di vololibero alle 19:08:47 ~ 0 Commenti (Scrivi) ~ 0 Trackback
In English at the end.

Ho finito il libro mentre ero in viaggio. Nulla di nuovo, semplicemente una buona esposione dei temi principali in cosmologia. Le uniche parti davvero interessanti (per me) erano le brevi descrizioni dei piu' importanti scienziati del settore sparse per il libro.
Non avendo da capire nulla di nuovo ho cosi' finito con il ripensare a quello che sapevo gia'. E cosi' mi sono venuti due dubbi. Non sono un esperto e quindi forse non hanno senso. O sono di facile soluzione. In ogni caso, eccoli qua.
PROBLEMA 1: andando indietro nel tempo verso il big bang si arriva ad un momento prima del quale l'universo doveva essere completamente contenuto dentro il suo orizzonte degli eventi (che dev'essere abbastanza grande, almeno alcuni anni luce).
Come poteva l'universo espandersi se in quelle condizioni anche la luce e' forzata a muoversi verso l'interno? La domanda, cosi' com'e' posta, non ha molto senso. L'universo non ha centro e quindi non ci si puo' muovere verso l'interno. Il punto, pero', e' che qualunque cosa dentro l'orizzonte partecipa ad una compressione e non ad una dilatazione. E quindi come poteva l'universo espandersi?
PROBLEMA 2: Visto che l'universo si espande, la radiazione emessa nel passato e' stata spostata verso il rosso, e quindi ha perso energia. Dov'e' finita? Il principio di conservazione dell'energia non e' forse uno dei dogmi della fisica moderna? Questa energia diventa forse una sorta di energia potenziale dell'universo nel suo complesso?

I quickly finished the book while I was travelling.
A little disappointing. Nothing new here (despite the title), just a quite fair exposition of the main themes in cosmology. The only real reason of interest for me have been the quick sketches of some of the main scientists in the field.
Not having to focus on understanding new things, my mind was probably freer to think about what I knew already. I ended up with two things that puzzle me. I'm definitely not an expert in the field and so maybe I'm misunderstanding. Or the solutions could be easy. In any case, these are the problems.
PROBLEM 1: if you proceed backwards in time towards the big bang there must be a moment before which the universe was within it's event horizon (which must be pretty big, light years at least).
How could it expand, if even the light is forced to move inward under those conditions? The question is a little bit bogus because, of course, there is no such thing as a center of the universe and so the concept of moving inward makes no sense. Nonetheless, the point is that everything within the horizon participates to a compression, not a dilatation. How could it expand?
PROBLEM 2: because the universe is expanding, radiation emitted in the past has been red-shifted and so it has lost energy. Where does this energy go? Isn't the priciple of conservation of energy one of the dogmas of modern physics? Does it turn into a sort of potential energy for the universe as a whole?

15 luglio 2004, giovedì

Impressioni di viaggio (Kansas City)
di vololibero alle 19:48:43 ~ 0 Commenti (Scrivi) ~ 0 Trackback
In English at the end.

Impressioni di viaggio varie da Kansas City.
Solo in America una grande citta' di quasi 500.000 abitanti (poco meno di due milioni nell'area metropolitana) puo' essere divisa tra due stati, Kansas e Missouri.
Dall'aereo il Midwest (una fascia da nord a sud larga oltre mille chilometri) e' una griglia infinita di linee perpendicolari. Le maglie della griglia variano ma strade e case sono perfettamente allineate su linee che si incontrano e si lasciano. Ed e' tutto cosi' piatto.
Tantissimo spazio. E tutto e' grande e con molto spazio attorno. Tutto e' nuovo, come appena fatto. Stade enormi senza traffico (incredibile per chi viene dal New Jersey). L'ora di punta a Kansas City sembra le tre del pomerigio attorno a New York. Assolutamente impossibile vivere senza auto.
La gente tende ad essere tranquilla e cortese. I camerieri gentilissimi.
Nell'aeroporto ci sono dei "tornado shelters", rifugi anti-tornado.
La migliore bistecca della mia vita. Talmente buona che siamo tornati nello stesso posto due sere di seguito. Mai mangiato nulla di simile in Italia (od in America, se per questo).
Sette ore di ritardo in aeroporto (per un volo di due ore e mezza) durante il viaggio di ritorno per via di nubifragi sulla costa est. Quando questo accade il Midwest viene messo in attesa e viene data priorita' alla costa ovest ed al sud. Chissa' perche'. L'aeroporto e' grande ma non c'e' nulla da fare o da comprare (estremizzo). Evitate di rimanerci bloccati.

Some impressions from my trip to Kansas City.
Only in America a city of half a milion people (almost two milion including the metropolitan area) can be split between two states, Kansas and Missouri.
From the airplane the Midwest is an endless grid of houses and roads, with only the size of the meshes introducing some variation in the otherwise monotonous view. And everything is so flat.
So much space. Everything is big and with space around. Everything is new, as if just built. Large roads with little traffic (amazing if you come from New Jersey). Rush hour in Kansas City is like 3pm in the New York area. Life is completely impossible if you don't have a car.
People are relaxed and nice. Waiters (and waitresses) are "strangely" corteous.
There are tornado shelters at the airport.
The best steak that I have ever had. So good that we went there for dinner twice in a row. I have never had anything close to that in Italy (or America, let's be fair).
Got stuck for seven hours at the airport while flying back, because of thunderstorms in the Est. When this happens they simply shutdown the Midwest. But they keep serving the West and the South. Anybody knows why? The airport is big but there's nothing to do or to buy (don't take me *literally*). Just don't get stuck there.