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31 maggio 2004, lunedì

NY - Memorial Day Brunch
di vololibero alle 17:11:02 ~ 0 Commenti (Scrivi) ~ 0 Trackback


Oggi e' Memorial Day e quindi e' festa (finalmente). La giornata pero' e' abbastanza brutta: piovosa e quasi fredda. Il BBQ di ieri mi ha tagliato le gambe e cosi' mi sono regalato un brunch un po' piu' di classe e con Robert e Mitsu siamo andati in un nuovo ristorante che hanno aperto nel meat packing district (cioe' la zona delle grandi macellerie) e che si chiama "vento".
Il posto era quasi impossibile da recuperare: la parte finale (la punta) di un edificio triangolare molto appuntito. Ed invece, come al solito, hanno fatto un ottimo lavoro. Il posto e' rilassante e l'avere messo finestre ovunque lo rende arioso e luminoso. E pensare che prima era un sex club.
Il brunch e' consistito di qualche pezzo di dolce tipo plum cake ma con frutta dentro e meno asciutto, un bicchiere di champagne per lasciarsi un po' andare e poi un'omelette con funghi "morelle" e contorno di patate (ottima), annaffiata con un bel caffe' all'americana. La vita alle volte e' bella.
Una coppia di signore decisamente nei loro quaranta sedute ad un tavolo vicino al nostro (se ne intravede una sul bordo sinistro della foto) si ricaricava dopo avere fatto shopping nella zona. Entrambe floride, ben vestite e rilassate si sono sparate allegramente un vodka martini a testa piu' una bottiglia di vino rosso. Siamo poi usciti assieme e sembravano perfettamente sobrie. E vai.

30 maggio 2004, domenica

Torino - Morte del re
di vololibero alle 12:59:55 ~ 2 Commenti (Scrivi) ~ 0 Trackback
Il re vero era morto l'hanno scorso, ma poi la dinastia era riuscita a produrne un altro. Due giorni fa anche Umberto Agnelli e' morto e questo segna probabilmente la fine definitiva del regno. Nessuna delle persone che verranno ha i legami con il mondo, la citta' e l'industria automobilistica delle due che sono sparite. Nessuna ha avuto la propria vita cosi' intrecciata con la storia della citta' e del paese. E cosi' nessuna avra' veramente a cuore la Fabbrica e la citta'. La Famiglia perdera' il controllo della FIAT. Sara' interessante vedere come si sviluppera' il braccio di ferro tra la Famiglia, che vorra' probabilmente licquidare il settore auto, e la politica, che vorra' cercare di mantenerlo in Italia.
Torino all'improvviso diventa la citta' piu' interessante d'Italia. Sara' costretta a cambiare ed il vuoto che si e' creato e che si ampliera' nei prossimi anni e' troppo grande per essere semplicemente rattoppato. La citta' dovra' reinventare se stessa e diventare qualche cosa di nuovo. E forse la fine della seconda dinastia portera' finalmente un po' di leggerezza e di ariosita' e Torino si aprira' al mondo in un modo meno formale che in passato.
Comunque vada a finire, la storia dell'Italia ne verra' profondamente influenzata. La quantita' di potere, denaro e risorse in generale che si stanno all'improvviso liberando e' talmente grande da essere significativa al livello del paese e l'Italia prendera' direzioni diverse a seconda di come verranno usate.

29 maggio 2004, sabato

Arte involontaria - Muro giallo nel sole
di vololibero alle 19:12:54 ~ 0 Commenti (Scrivi) ~ 0 Trackback

28 maggio 2004, venerdì

Tassellature (3)
di vololibero alle 08:19:26 ~ 0 Commenti (Scrivi) ~ 0 Trackback

27 maggio 2004, giovedì

NY - Taste of Tribeca
di vololibero alle 08:31:21 ~ 0 Commenti (Scrivi) ~ 0 Trackback


In English at the end.

Lo scorso sabato con Robert e Mitsu sono andato al festival "Taste of Tribeca".
A Tribeca ci sono alcuni dei migliori ristoranti della citta' (e quindi del mondo) ed la cosa sembrava quindi molto interessante: pagando quaranta dollari avevi la possibilita' di scegliere sei piatti tra quelli offerti parecchie decine di ristoranti diversi.
All'atto pratico le cose sono poi state un po' diverse da come me le aspettavo. Avevano chiuso una sezione di una strada / piazza e creato due file di stand dove ogni ristorante offriva un piatto solo. Faceva molto caldo e c'era un sacco di gente. La folla era varia come al solito in NY ma con un accento di Tribeca ben definito (famiglie e benestanti).
Con tutta quella scelta siamo facilmente riusciti a mettere assieme un pranzo completo, dagli aperitivi al dolce e tutti i piatti erano molto buoni e ben preparati. Nonostante questo l'esperienza mi ha decisamente mostrato l'importanza dell'ambiente. Mangiare le stesse cose in un ristorante, dove tutto, dall'arredo al servizio, e' accuratamente studiato per esaltare il cibo, sarebbero stata un'esperienza molto piu' soddisfacente che il mangiarli per strada, sotto il sole, con centinaia di perosne che si muovono attorno a te chiaccherando e gridando. Si va al ristorante non solo per il cibo ma anche per il ristorante in se stesso.
Il festival mi e' piaciuto, con la possibilita' di creare il tuo pranzo scegliendo qui e la'. Non pens pero' che ci andro' di nuovo il prossimo anno. Il buon cibo richiede un abiente allo stesso livello.

Last Saturday I went to Taste of Tribeca with Robert and Mitsu.
The neighbourghood is home to some of the best restaurants in Manhattan (and so in the world), like Nobu and Bouley, and so I was very interested to the deal. For forty dollars you had tens of restaurants from which to choose six dishes.
The reality, of course, was slightly different. They closed a section of a street/square and there were two rows of stands, in which each restaurant was offering one sample. It was hot and it was crowded. Not umbearable, but at times annoying. The crowd was pretty varied, but with a definite Tribeca "flavour" (families and well-off).
We managed to have a full meal, from appetizers to desert. Despite all the dishes being undeniably good and well prepared, the experience clearly showed me how important the setting is for the food. Having the same dishes in the carefully staged environment of a restaurant is a far more enjoyable experience than having them on a hot street, with hundreds of loud people moving around you. You go to a restaurant not only for the food but also for the restaurant itself.
The event was fun, with the possibility to pick and choose to arrange your meal, but I don't think that I will go back next year. Fine food requires a fine setting.







26 maggio 2004, mercoledì

La zona grigia (The gray zone)
di vololibero alle 07:59:43 ~ 0 Commenti (Scrivi) ~ 0 Trackback
In English at the end.

Ho finalmente letto l'articolo di Seymour Hersh su Abu Ghraib, la zona grigia, pubblicato sull'ultimo numero del New Yorker.
Grazie all'America per i suoi giornalisti. E grazie ad alcuni giornali e riviste per pubblicare i loro articoli.
Il pezzo e' ottimo. E' sobrio ed interessante. E' conciso e completo, e ti colpisce con movimento perfetto come un proiettile nella sua traiettoria parabolica.
La cosa piu' bella e' che ti da speranza. Ci sono persone nei servizi segreti e nell'esercito che provano orrore per quello che e' successo ad Abu Ghraib, sia come esseri umani che come professionisti. E che capiscono il danno che e' stato fatto. C'e' resistenza. Repulsione. Questo paese ha dentro di se gli anticorpi per questa malattia che l'ha colpito.
L'articolo e' bello perche' parla di fatti (veri o non veri lo dira' il tempo) ma ti cattura come se fosse un racconto. Leggendolo capisci il punto della storia senza che l'autore debba mostrartelo esplicitamente. Emerge in modo spontaneo dalla storia, con una gentile implacabilita'.
L'articolo sostiene che Rumsfeld probabilmente non sapeva niente ma che e' comunque moralmente responsabile.
In qualche modo sono d'accordo. Ma questo evidenzia ancora di piu' la patologia del caso. Se non fosse il ministro della difesa Rumsfled verrebbe probabilmente dichiarato uno psicopatico, una persona cosi' maniacalmente concentrata su di un certo obiettivo da essere pronta a fare qualunque cosa pur di raggiungerlo, al di la' di qualunque limite e di qualunque legame umano. Egli ha creato le condizioni (e forse anche le persone) affinche' questo avvenisse senza che lui dovesse organizzarlo o anche solo saperlo. Ed ora e' probabilmente davvero shoccato. Che persona patetica. Non e' un gigante. E' un bambino di settantanni.

I have finally read Seymour Hersh's article about Abu Ghraib, The gray zone, in the last issue of The New Yorker.
Thanks to this country for its journalists. And thanks to some magazines to let them publish their writings.
The article is excellent. It's sober and interesting. It's concise but complete, and like a projectile on a parabolic trajectory it hits you with a perfect movement.
The best thing of it is that it gives you hope. There are people in the Intelligence and in the Army that are horrified by what has happened at Abu Ghraib, both as human beings and as professionals. And they understand the damage. There is resistence. Revulsion even. This country has antidotes for this malaise.
The article is beautiful because it manages to talk about facts (true or not true time will tell) and to capture your attention as if it were fiction. You see the point without the writer having to show it to you. It grows out of the story. It's gently implacable.
The article claims that Rumsfeld probably didn't know but is anyway morally responsible.
Somehow I believe that he didn't know. But this is a measure of the pathology involved. If he were not the Secretary od Defence he would probably be declared a psycopath, a person so fully focused on a goal to be ready to do anything to get there, beyond any human bond and restraint. He created the conditions (and possibly the people) for this to happen without him having to organize it or even know. And he is probably really disgusted. What a pathetic little person. He is not a giant. He is a seventy years old kid.

25 maggio 2004, martedì

Arte involontaria - Lenzuola
di vololibero alle 08:00:35 ~ 0 Commenti (Scrivi) ~ 0 Trackback


Sabato l'indolenza indotta dal caldo e dal troppo correre dei giorni precedenti ci teneva a letto, nella luce indiretta e quindi attenuata che penetrava dalla finestra, e nella quiete sorprendente dell'appartamento di Chris, a poche decine di metri dal Bowery eppure cosi' tranquillo.
Nella luce rasente le lenzuola prendevano vita e diventavano all'improvviso interessanti.

Saturday the heat and the exhaustion from having done too much during the previous days were working together to keep us in bed. The light was attenuated and Chris' apartment surprisingly quiet, despite being just a few yards from the Bowery.
The sheets were transformed by the indirect light and suddenly interesting.

24 maggio 2004, lunedì

Film - In the mood for love, di Won Kar-Wai
di vololibero alle 08:03:00 ~ 2 Commenti (Scrivi) ~ 0 Trackback
Sabato ho rivisto, credo per la quarta volta, in the mood for love, forse il film piu' bello di Won Kar-Wai, la storia struggente di due persone che si amano, hanno bisogno di un amore, ed alla fine si separano senza essere riuscite a svilupparlo.
Gli attori sono bravissimi. Il copione perfetto. La musica esalta le immagini senza intralciarle (ed il pezzo ripetuto piu' e piu' volte con le scene al rallentatore e' bellissimo).
Il film e' una miscela di sensualita' e malinconia, di attesa ed impazienza, di bisogno e di autocontrollo. Le coonvenzioni sociali e le scelte di vita vincono sui desideri. Eppure la morale non e' chiara, visto che alla fine almeno uno dei due personaggi sembra felice.
E' un film su come le cose non dette e non fatte cambino il corso degli eventi ed abbiano un peso quanto mai concreto. Su come piccoli passi risolutori non vengano compiuti, alle volte per caso, altre per scelta.
Il tema del film e' l'amore ma quello che il film fa vedere puo' facilmente essere applicato a tanti altri aspetti della vita.
Il film era alla BAM, la Brooklyn Academy of Music, un posto dove dovrei andare piu' spesso.

23 maggio 2004, domenica

NY - BBQ
di vololibero alle 18:19:32 ~ 0 Commenti (Scrivi) ~ 0 Trackback
Cioe', grigliate.
Questo fine settimana e' scoppiata l'estate, con temperature sui trenta ed un po' d'afa (ma la sera per fortuna rinfresca).
E con l'estate iniziano i BBQ. Chiunque abbia un terrazzo, un balcone, un cortile, invita gli amici e ne organizza uno. Tipicamente questo vuol dire che si va a trovare qualcuno a Brooklyn, od in Queens, o in altra delle citta' di cui e' fatta NY. Manhattan e' semplicemente troppo cara. Nessuno si puo' permettere lo spazio necessario.
Noi (io e Chris) siamo finiti due volte a Brooklyn, venerdi' e sabato. In entrambi i casi gli appartamenti erano grandi e con un giardino nel retro, qualcosa di quasi shoccante per chi e' abituato a Manhattan. Sembrava quasi di essere all'estero.
Curiosamente entrambi i BBQ sono stati caratterizzati piu' dal bere che dal mangiare. Il cibo era abbondante e buono in entrambi i casi. Ma la quantita' di alcool e' stata assai piu' notevole. E tracimava anche nelle conversazioni, come quando una ragazza raccontava di come s'era addormentata nel taxi per il troppo bere e poi il taxista non riusciva piu' a svegliarla. O di quando non riusciva piu' a tornare a casa perche' era cosi' ubriaca da non riconoscere piu' il posto.
Entrambi i party sono stati divertenti ma oggi eravamo cosi' stanchi (e fa cosi' caldo) che nessuno dei due aveva voglia di muovere un dito ed io ho poi finito per tornare a casa verso le cinque del pomerigio (ed ora sono gia' le sei venti, incredibile).
Adesso devo raccimolare le forze (e la voglia) per andare in piscina...

22 maggio 2004, sabato

Arte Involontaria - Cerchi
di vololibero alle 08:35:00 ~ 0 Commenti (Scrivi) ~ 0 Trackback
cerchio e lampada

Un'altra immagine dallo scorso fine settimana ad Asbury Park.