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31 marzo 2004, mercoledì

Arte involontaria - Per la strada
di vololibero alle 07:51:36 ~ 0 Commenti (Scrivi) ~ 0 Trackback
Marciapiede e asfalto

Non sono mai veramente riuscito a convincere i miei amici della cosa ma c'e' una bellezza particolare nelle geometrie e nei colori, e questa puo apparire all'improvviso ovunque.
Sabato scorso camminavo per Chelsey ed ho notato il tratto di marciapiede/asfalto che ho fotografato sopra.
In parte e' bello perche' e' sia ordinato che vario. Ci sono tre fasce ben distinte, ognuna con un suo colore ed aspetto particolari.
Questo pero' sarebbe interessante ma sterile.
Quello che rende l'immagine bella (per me almeno) sono i colori e l'aspetto delle tre aree e, importante, la macchia rossa sulla sinistra, che rompe la simmetria ed introduce dinamismo.
Per mia fortuna il mondo e' pieno di strade e marciapiedi.

30 marzo 2004, martedì

Film - Dogville, di Lars Von Trier.
di vololibero alle 07:45:14 ~ 1 Commenti (Scrivi) ~ 0 Trackback


Avevo dato a Chris una lista di cinque possibili film tra cui scegliere e lui ha pescato Doville, di Lars Von Trier. E quindi venerdi', dopo tre ore di auto (il traffico peggiore da oltre cinque anni a questa parte) ed essermi quasi perso in Jersey City mentre cercavo disperatamente di arriva a casa *in qualche modo*, mi sono fiondato di corsa a NY a sorbirmi ... altre tre ore di film.
Il film, dunque.
Lunghissimo ma mentre lo guardi non ti accorgi che sono tre ore.
Quasi teatro sotto forma di cinema, il che fornisce una strana potenza al film.
Denso di umorismo nero (come si traduce dark humor??), e' quasi la storia di un volontario apprendistato. Grace (una Nicole Kidman bella e brava) accetta imposizioni via via piu' intrusive ed incredibili da parte della gente di Dogville, quasi con una sorta di abbandono contento di poter smettere di prendere decisioni riguardo alla propria vita. Per tutto il film sembra una sottomissione involontaria. Ma poi la scena finale butta tutto all'aria e non si sa piu' cosa pensare.
Grace e' piu' viva di tutti gli altri attorno. Le altre persone sono tutte identificate con i loro ruoli, inchiodate ad essi dalla loro paura di tutto cio' che e' diverso. Grace non ha un ruolo, e finisce cosi' col diventare qualunque cosa di cui il paese ha bisogno. Eppure, a posteriori, e' come se lei per tutto il film cercasse di essere una persona diverse da quella che in realta' e'. Come se cercasse di concedere una, due, moltissime possibilita' di redenzione alla gente di Dogville (che e' poi un microcosmo del mondo). Che chiaramente la sprecano, ed alla fine pagano cara la loro ottusita'. Il finale del film e' tutto una ironia gelida e indifferente, che quasi dice che le persone di Dogville si meritano le loro vite miserabili e tutto cio che accade loro.
Il film rimane in mente, in parte per la sua potenza teatrale, ed in parte perche' e' intelligente, il che e' qualcosa di abbastanza raro. Piu' ci pensi sopra e piu' ti sembra di trovarvi nuove sfumature.
Non e' un film "bello". Non e' sgradevole, ma non e' attraente. E' come quando riconosci che qualcosa e' molto ben fatto ma, per qualche motivo, non ti attrae.
E' intelligente ed interessante, pero'. Molto diverso dalla maggior parte degli altri film. Ti spinge a schierarti sempre piu' al fianco di Grace, sino a che, alla fine, ne diventi complice.
E' un po' come se il film ti guidasse per mano, mostrandoti certe cose, fino a farti capire perche' certa gente ragiona in un certo modo e certe cose sono in un certo modo.
Da vedere, anche se, come a me, non vi piace il regista.

29 marzo 2004, lunedì

America - Velcro party
di vololibero alle 19:44:59 ~ 0 Commenti (Scrivi) ~ 0 Trackback
Gli americani sono incredibilmente creativi nel trovare modi nuovi per cercare di farti incontrare dei potenziali partner.
Questo invito l'ho ricevuto pochi giorni fa' (traduco dall'originale in inglese).

Italiano
Ma dove sono tutti? All'incredibile Velcro e Post It party?
Vuoi sapere che cosa fanno tutti questo venerdi'? Beh allora vieni con noi all'incredibile Velcro e Post It party! Urban Outings assieme a Club Elite e Cosmo Party presenta l'incredibile Velcro e Post It party - esclusivamente per gay! Rilassati con un cocktail, fatti agganciare col velcro e lascia un messaggio! Quando arrivi ti vengono dati una banda di velcro da tenere attorno al polso, un adesivo con il tuo numero da mettere addosso ed un blocchetto di post-it! Hai visto qualcuno che ti piace? Ti puoi agganciare a lui col velcro oppure sciegliere un approccio meno diretto e scrivere un messaggio su di un post it ed attaccarlo alla bacheca dei messaggi. Hey, aspetta, ma c'e' un messaggio per te, vallo a prendere! Che ci sara' mai scritto? Scopri dei nuovi amici, piu' messaggi lasci e piu' possibilita' hai di entrare in contatto con altri gay dinamici come te. Velcro o post-it, la scelta e' tua!

English
Where Is Everybody? At the Amazing Velcro and Post It Party?
Want to know what everyone is doing this Friday night? Well then join Gay.com Urban Outings for the Amazing Velcro and Post-It Party! Urban Outings along with Club Elite and Cosmo Party, present the Amazing Velcro and Post It Party - for gay men only! Have a cocktail, get Velcroed, and leave a message! When you arrive, you get a Velcro wristband, a tag with a number and a pad of post-it notes! See someone you like? You can Velcro yourself to them or, take a coyer approach, write down a message on the message board and, just Post it! But wait, you've got a message, go and get it! What will you find on your message box? Make new friends, the more messages you leave, the more chances you have of connecting with other cosmopolitan gay men. Velcro or post it, it’s your choice!

28 marzo 2004, domenica

NY - Un "caldo" sabato di marzo
di vololibero alle 12:21:21 ~ 0 Commenti (Scrivi) ~ 0 Trackback


Ieri e' stato il primo vero e proprio giorno di primavera dell'anno. La temperatura e' salita sopra i 20 gradi, c'era il sole.Tutto sembrava piu' gentile e facile. I newyorkesi non hanno perso tempo e sono usciti per le strade in massa.







27 marzo 2004, sabato

Arte involontaria - Disegnare con i piedi
di vololibero alle 15:22:34 ~ 0 Commenti (Scrivi) ~ 0 Trackback


Parlavo al telefono vicino ad una finestra e mi sono accorto del gioco d'ombre su di un foglio da disegno bianco steso per terra.
L'ombra della mia gamba si mescolava con quella di una pianta e di un carrello, creando sfumature e giochi di composizione.
Le ombre mi hanno sempre affascinato.
Quando cammino per strada noto spesso delle ombre interessanti sugli edifici, spesso ombre di piante sui muri, ma alle volte cose piu' complesse, tipo elementi architettonici o persone. Non e' raro che mi fermi a fotografarle ed alle volte un passante cercando di capire cosa sto facendo finalmente nota l'ombra, che era sempre stata li' ma, in qualche modo, invisibile.
Oggi andro' di nuovo in giro per la citta' con la macchina fotografica. E' una giornata bellissima, siamo oltre i 20 gradi e tutto sembra piu' gentile.

26 marzo 2004, venerdì

America - Carmen Consoli at Joe's pub
di vololibero alle 07:18:16 ~ 2 Commenti (Scrivi) ~ 0 Trackback
biglietto per il concerto di Carmen Consoli at Joe's pub Martedi' scorso sono andato a sentire Carmen Consoli al Joe's pub, seconda ed ultima tappa del suo tour americano (la prima era Austin/Texas).
Ho sempre delle reazioni strane quando qui in America mi ritrovo circondato da italiani ed anche questa volta non ha fatto eccezione. In parte e' una sensazione del tipo "per favore, almeno 'stavolta cercate di contenervi". In parte e' la stranezza di tutte queste persone che parlano in italiano a NY. Suona in qualche modo sbagliato. Forse sono stato all'estero troppo a lungo. Ma e' che gli italiani davvero saltano agli occhi come se avessero un'insegna al neon sopra la testa. E sono tutti vestiti uguali, e' incredibile. Ma torniamo al concerto.
Il pub e' bellino (ed e' piu' una louge che un pub) ma male strutturato per i concerti e per ospitare molta gente. E martedi' era pieno.
Il pubblico era almeno al 90% italiano, alcuni dei quali turisti, attirati forse dal prezzo abbastanza basso, 15 dollari.
Io ero li' con Chris, a cui devo concedere di non avere fatto una piega quando mi ha chiesto di dirgli qualcosa sull'artista ed io gli ho risposto che lei sostanzialmente canta come se fosse una ritardata mentale. Mi ha guardato ed ha chiesto: e la musica? Non ricordo cosa gli ho detto ma alla fine era d'accordo a comprare i biglietti.
Martedi', quindi, dopo un dieci/quindici minuti di coda, passati osservando una ragazza alla disperata ricerca di un biglietto da comprare da qualcuno (era tutto esaurito, 80 persone forse) e l'immancabile gruppo di 12 (dodici) italiani che discutevano sul fatto che, si', c'erano dei problemi a muoversi in 12 all'ultimo momento, finalmente entriamo.
E' gia' abbastanza affollato, quindi occupiamo un angolo vicino al palco (2 X 2) e non ci muoviamo piu'. Il concerto inizia poi con oltre venti minuti di ritardo, e non dura piu' di un'ora, encore incluso.
Vista da pochi metri di distanza e senza la coreografia di un grande concerto Carmen Consoli e' molto diversa da come la pensavo. E' meno magra, sembra meno giovane. Ed e' piu' punk. Indossa alti stivali neri, pantaloni rossi della tuta con una riga laterale bianca, ed un top largo di colore viola, aperto sulle spalle. I capelli sono lunghi, un ampio caschetto lievemente arruffato.
Canta piegata a V, ginocchia e viso spinti in avanti, la bocca appiccicata al microfono, cosi' vicina da sembrare impossibile che possa cantare.
Inizia con un pezzo di una canzone in siciliano, per passare poi ad alcune canzoni che io non ho mai sentito (ma non e' che io sia un vero e proprio fan di lei). Inizia da sola, e dopo tre pezzi viene raggiunta prima da uno che suona il mandolino e, poi, da altre due tipe, che suonano il violino e la viola (o il violoncello?). Quando tutti gli strumenti suonano assieme il suono e' ricco ed interessante. Lei da sola, con la chitarra, non e' nulla di particolare ("suona la chitarra all'americana" dice Chris). Cioe', e' all'altezza, ma nulla di piu'.
Lei canta per lo piu' in italiano piu' due pezzi in siciliano, uno in portoghese, uno in inglese ("Amado mio"). Tiene il palco bene e si lascia trasportare dalle canzoni, la voce che si alza e si abbassa, diventa un sussurro o quasi un grido. Lei e' uno dei pochi casi in cui la musica italiana riesce a vibrare con delle emozioni.
I testi (le liriche...) sono interessanti. Non ci avevo mai badato piu' di tanto, prima, ma ad averla li' di fronte in carne e ossa a cantare le cose scritte da lei non potevo che farci attenzione. Se effettivamente scrive i testi e la musica, beh, allora e' brava e si merita il successo.
Le canzoni seguivano due filoni principali.
Uno - grande amante/padrone rendimi la tua schiava ("fai di me la tua geisha")
Due - delusioni d'amore ("ricordo il giorno del mio matrimonio").
Riguardo a quest'ultima canzone, lei la spiega in inglese prima di iniziare a cantare e dice qualcosa del tipo "this is a song about a woman that falls in love with a man, agrees to marry him and is then ditched at the altar." Pausa, e poi, con un sorrisetto ironico, "Clearly it's not me".
Il pubblico e' in delirio fin dal primo momento e dopo la prima mezz'ora iniziano i "brava", "grande" e cosi' via.
Almeno tre persone si muovono di fronte a noi per filmarla, fotografarla, adorarla, col risultato che a noi diventa difficile vederla (dannazione a loro). Uno va in pallone con la macchina fotografica e Chris allunga una mano e gli fa vedere cosa deve premere. Il tipo lo guarda completamente scombussolato, cerca qualcosa da dire, non trova niente, sorride come uno che e' appena stato aiutato ad uscire fuori da polla di fango, si gira ed inizia a fotografare.
Momenti penosi (e prevedibili) vari.
Un gruppetto di molto giovani (saranno maggiorenni?) che per ben due volte canta "sei stata lu primo ammore" durante il concerto (ma l'aereo non e' troppo caro per venire a fare queste cose a NY?).
La tipa ultratirata e platinata che appena prima del concerto non riesce piu' a trovare la sua borsa (nel caso l'abbiate vista: e' nera, lunga cosi', ...) e coinvolge mezzo teatro nella sua ricerca.
Insomma, il solito.
Bilancio della serata, a me il concerto e' piaciuto ed, a quanto pare, anche a Chris (a parte le prime canzoni con lei sola, mi ha detto che alla terza aveva iniziato a preoccuparsi [ed anch'io]).
Comprero' il nuovo disco di Carmen Consoli? No. Non so cos'e' ma e' uno di quei casi in cui riconosco che un artista e' bravo ma ... non mi interessa piu' di tanto.
In ogni caso, bella serata.

25 marzo 2004, giovedì

Film - Distant
di vololibero alle 07:18:39 ~ 0 Commenti (Scrivi) ~ 0 Trackback
Bel film di Nuri Bilge Ceylan, in italiano potrebbe essere intitolato "distante", o "lontano".
Turco, ma lento un po' come un film iraniano. Forse appena un po' troppo lungo.
La scena iniziale e' ingegnosa e dimostra il talento del regista. Uno dei due protagonisti si avvicina lentamente alla cinepresa, camminando in un campo innevato. La scena e' lunga e quasi statica, ma il punto di ripresa e' particolare. Il campo occupa solo la meta' inferiore dell'immagine, mentre la parte superiore e' occupata da un forte paesaggio. Il risultato e' che l'occhio continua a spostarsi tra le due "scene" e non ti accorgi della lentezza della ripresa.
Il film e' un ottimo studio psicologico sui due personaggi, uno, Yusuf, povero, poco istruito, vitale, che viene dalla provincia; l'altro, Mahmut, l'opposto, e disilluso dalla vita. I due vivono assieme per un certo periodo, quando Yusuf si sposta ad Istambul per cercare lavoro, ed alla fine si separano. Mentre Yusuf vive a casa di Mahmut (il parente ricco) la tensione sale lentamente e le storie dei due personaggi si avvitano nei rispettivi problemi, che rimangono pero' rigidamente separati, senza essere mai condivisi (anche se Yusuf ci prova).
Gli attori sono molto bravi. Il film e' girato e scritto molto bene e non sfugge mai di mano (a parte per il poter essere un po' piu' corto).
Bello, ed un regista da tenere d'occhio.

24 marzo 2004, mercoledì

Foto - sette prospettive diverse di una sedia (7)
di vololibero alle 19:36:46 ~ 0 Commenti (Scrivi) ~ 0 Trackback
sette prospettive diverse di una sedia (7)

23 marzo 2004, martedì

MQ - La spesa sanitaria nel mondo (2)
di vololibero alle 08:27:54 ~ 0 Commenti (Scrivi) ~ 0 Trackback
Di nuovo sulla spesa sanitaria dei paesi del mondo, ma con un occhio sulla sua sostenibilita' (dati OECD - Health Data 2003).
Quanto rapidamente sta crescendo la spesa sanitaria? E quando di questa crescita e' a carico diretto del singolo?
Vediamo.



Il primo diagramma ha sulle orizzontali quanta parte delle ricchezza prodotta dal paese (PIL in italiano, GDP in inglese) e' destinata alla spesa sanitaria, e sulle verticali quanto questa spesa e' aumentata / diminuita nell'ultimo decennio, di nuovo come percentuale del PIL (GDP).
Il quadrante in alto a destra (nord-est) contiene gli stati a rischio. Qui la spesa sanitaria e' sia molto alta che in rapida crescita. Germania, Svizzera ed USA sono particolarmente evidenti. Negli USA in effetti il dibattito sul Medicare (l'assistenza medica pubblica) si sta infiammando, ed anche quello sul costo dei farmaci. Il costo delle assicurazioni mediche cresce del 10/15% all'anno. La sensazione a stare qua e' che il sistema stia rapidamente andando fuori controllo. I numeri purtroppo sono talmente giganteschi che anche se qualcuno trova una soluzione magica ci vorranno parecchi anni prima che abbia effetto. Ed in America i soldi in questo periodo proprio non ci sono. Insomma, una bomba ad orologeria.
Germania e Svizzera partono da una spesa sanitaria inferiore ma in crescita piu' rapida, ed anche qui non c'e' da stare allegri. La Germania tra economia bloccata, spesa sanitaria fuori controllo, sistema politico e sociale abbastanza bloccato e dimensione dell'economia che e' almeno il doppio di quella di ogni altra nazione europea finira' molto presto per trascinare l'Europa in qualche nuova direzione, o per cercare di farlo quanto meno.
Le altre nazioni nel quandrante sono piuttosto eterogenee. La Francia non sorprende, ed il Canada neppure (ma e' molto invidiato dagli americani). Olanda e Svezia sono esattamente ai bordi.
Il quadrante nord-ovest contiene la maggior parte dei paesi. Qui la spesa sanitaria non e' elevatissima e quindi, anche se sta crescendo molto in fretta, i paesi sono ancora stabili. Non che durera' molto a questi ritmi di crescita (tipo il Portogallo). Per ora va bene, ma in dieci anni alcuni di questi paesi saranno migrati nella zona a rischio, e molti vi saranno piu' vicini.
L'area di sotto, il quadrante sud-ovest, e la zona degli avari. Paesi con poca spesa sanitaria ed in crescita limitata (se non in decrescita). La Finlandia come sempre si stacca nettamente dagli altri paesi scandinavi.
L'ultimo quadrante e' quello dei paesi coscienziosi: la spesa sanitaria e' rilevate ma non sta crescendo (o lo fa molto limitatamente). L'Italia e' qui, ma in realta' e' quasi all'incrocio di tutti e quattro i quadranti. Ed ho un po' barato. Dal diagramma non e' chiaro ma in Italia la spesa sanitaria sta crescendo. Cresce pero' molto poco.
Tirando le somme, abbiamo alcuni paesi decisamente a rischio (Svizzera, Germania ed USA) e molti altri che lo diventeranno a breve se non fanno quacosa. Poco da stare tranquilli.

Nel secondo diagramma ho messo sulle orizzontali la percentuale della spesa sanitaria a carico diretto dell'individuo.


I quadranti hanno ora nomi diversi.
Il nord-est e' la zona dei paesi divisi (come avevamo gia' visto nella prima puntata). Spesa elevatissima e fortemente a carico del singolo, col risultato che molti non se la possono permettere. E' interessante che il Messico abbia rimpiazzato la Germania nella tripletta isolata. L'attrazione del modello americano?
A sinistra abbiamo gli indecisi. La maggior parte dei paesi in realta'. Non si sa bene dove stiano andando. La spesa a livello indviduale non e' altissima, ma a spesa complessiva e' in crescita rapida e questo finira' inveitabilmente per avere ripercussioni a livello individuale.
Molti paesi sono in realta' al bordo tra i due quadranti nord. Andiamo verso societa' sempre piu' divise? E come gestiremo la cosa in Europa dove le aspettative sono di un certo tipo?
Il quandrante sud-ovest e' quello degli stati prudenti. I privati non pagano tantissimo e la spesa complessiva e' in crescita lenta. Non male. L'Italia, al pelo, e' qui.
Il quarto quadrante e' vuoto. Qui dovrebbero starci paesi con forte spesa a carico dell'individuo ma con spesa complessiva in crescita lenta od in decrescita. L'ho chiamato il futuro?, perche' e' dove alcuni dei paesi probabilmente finiranno. Per esempio, se Svizzera, Messico e USA decidono di mettere sotto controllo la crescita della spesa, il punto che li rappresenta nel diagramma si spostera' in questo quandrante. E se in Italia decidono che i privati devono contribuire di piu' di tasca loro, ecco che il punto che rappresenta l'Italia si spostera' qui.
In pratica credo che sia in atto un doppio movimento. Uno piu' esplicto dagli indecisi ai paesi divisi. Ed uno per ora piu' vago dai paesi divisi o prudenti verso un futuro non tanto roseo.
Riguardo all'Italia, non sembra che sia poi un posto cosi' brutto dove vivere, quanto meno riguardo alla sanita'. E la crescita della spesa non e' poi cosi' esplosiva come alle volte viene detto (anche se non e' bassa e sta crescendo). In fondo, stiamo meglio di molti altri. In America, ad esempio, ci sono milioni di persone prive di qualunque assistenza medica. Per cercare di capire cosa vuole dire, la prossima volta che avete mal di denti lasciate che passi in modo naturale, senza farvi vedere da un dentista e prendere alcun farmaco.

22 marzo 2004, lunedì

Arte involontaria - un muro in Chelsey
di vololibero alle 08:02:37 ~ 1 Commenti (Scrivi) ~ 0 Trackback
muro rosso in Chelsey

Sabato camminavo per Chelsey e la luce mi ha fatto notare questo particolare, che sicuramente ho ignorato un sacco di altre volte.
Un tipo appoggiato ad un auto mi ha osservato e cercato di capire che diavolo stessi fotografando, spostando lo sguardo piu' volte da me all'altro lato della strada e poi indietro. Non sembrava nutrire una grande opinione di me quando gli sono poi passato davanti. Stranamaente invadente per essere in America.