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31 gennaio 2004, sabato

Foto - sette prospettive diverse di una sedia (1)
di vololibero alle 02:56:00 ~ 0 Commenti (Scrivi) ~ 0 Trackback
sette prospettive diverse di una sedia (1) - small

30 gennaio 2004, venerdì

America - outsourcing, ovvero il lavoro che sparisce
di vololibero alle 06:46:00 ~ 0 Commenti (Scrivi) ~ 0 Trackback
E' un po' il tema del giorno ma mi era sempre sembrato un po' remoto.
Poi la mia azienda ha iniziato anch'essa a fare outsourcing in India. Solo progetti ormai vecchi ed in manutenzione. Pero' era gia' piu' vicino.
E poi guardando pagina 101 dell'ultimo numero di Wired mi e' venuto un colpo.
Un bel paginone di diagrammi in colori brillanti rosso e blu (su Wired sono bravissimi con i diagrammi).
Ed una tabellina che riporto pari pari, anche se non ho ancora letto l'articolo. La tabella riporta la percentuale di lavori nell'industria informatica che verranno spostati fuori dagli USA da ditte americane (e, no, non verranno in Italia).
specializzazione 2003 2007
sviluppo di programmi 20% 47%
manutenzione di vecchi programmi 18% 47%
documentazione 13% 47%
supporto tecnico via telefono 9% 40%
monitoraggio di rete da remoto 3% 39%
software engineering 8% 36%
gestione dei sistemi, lato sviluppo 5% 25%
amministrazione di programmi installati 3% 24%

Non so a cosa si riferiscano i numeri ma sono comunque terrificanti. E francamente mi sembra impossibile che possano applicarsi all'industria informatica nel suo complesso. Cioe', lo spero. Altrimenti qui chi soppravvive a questa recessione viene poi eliminato perche' costa troppo. Qui non vanno tanto per il sottile. Un tecnico indiano, a parita' di qualifiche, costa un decimo (ripeto 1/10) rispetto ad uno qua. E sono altrettanto bravi e parlano un buon inglese.
Il che mi porta ad un altro pensiero.
Nel momento in cui 300 milioni di americani, 100 e rotti milioni di inglesi, australiani, neozelandesi e robetta varia, e 900 milioni di indiani parlano inglese madrelingua e non aspettano altro che lavorare insieme, i nostri 58 milioni di italiani (42/43 tra ventanni se non iniziamo ad accogliere immigrati in fretta e seriamente) che cosa faranno?
Di piu'.
Nel momento in cui il 90% dei mobili, delle scarpe, dei tessuti e delle macchine utensili vendute nel mondo verranno prodotti in Cina (1200 milioni di persone) i nostri 25 milioni di padani (18 nel giro di vent'anni?) che cosa faranno?
Sondaggio - che musica italiana ascolti?
di vololibero alle 00:52:00 ~ 20 Commenti (Scrivi) ~ 0 Trackback
Dopo tutto questo tempo ho ormai perso il contatto con la musica italiana e dove sta andando e se esiste ancora e cosi' via.
Qui non arriva.
O meglio, arriva, ma sara' quella vera? quella che ascoltate li'? Qualcosa si', ma per la maggior parte non saprei proprio.
E poi vedo un sacco di nomi che non conosco. Ma chi sono? Vale la pena di provarli?
Rivolgo quindi a voi la domanda: che musica italiana ascoltate?
E cosi' proviamo anche a vedere se un blog puo' essere davvero interattivo.
Se la cosa funziona potrebbe diventare un'area del blog dove aggiungete le ultime cose che avete ascoltato.
Insomma, una specie di spazio vostro.
Con io che guardo e scopro cosa ascoltate.
E voi che scoprite cosa altri ascoltano.
Un'area dinamica.

28 gennaio 2004, mercoledì

Citazione
di vololibero alle 14:00:00 ~ 0 Commenti (Scrivi) ~ 0 Trackback
  I like a man who takes his time.
  Mae West

27 gennaio 2004, martedì

Film - 21 grammi
di vololibero alle 19:20:00 ~ 0 Commenti (Scrivi) ~ 0 Trackback
Insopportabile.
C'e' un particolare filone del cinema americano che potremmo chiamare il cinema del dolore (viene immediatamente in mente Happiness di Todd Solondz), in cui tutto e' deprimente, squallido e tragico.
E' come vedere rappresentato sullo schermo il sogno americano, solo al negativo.
E cosi' come il sogno americano (e tutti i sogni in realta') e' insopportabile, cosi' anche il suo negativo lo e'. Stesso tono enfatico e grandioso, ma utilizzato per mostrare una tragedia dopo l'altra, senza fine.
Il regista e' lo stesso di "Y tu mama tambien", che gia' mi aveva irritato parecchio, anche se non ero mai riuscito davvero a capire il perche'.
Che ora mi sembra molto piu' chiaro.
Ad Alejandro González Iñárritu piace mostrare i momenti di fallimento, di debolezza, ma senza alcuna simpatia per i personaggi. E' come se pensasse che gli esseri umani siano intrinsecamente destinati al fallimento, o per difetti intrinseci, o perche' il mondo e' strutturato in modo tale da fotterli.
Ogni tentativo di salvarsi, che sia esso tramite l'amore, la fuga, la droga, la violenza, la religione, o quant'altro, e' destinato al fallimento.
Il destino degli esseri umani e' fallire, soffrire nel farlo, e continuare poi a soffrire dopo col ricordo.
Il che potrebbe essere un'accettabile (anche se ma da me non condivisa) visione dell'esistenza.
Il vero problema con questo regista e' che va oltre. Nei suoi film, i due che ho visto per lo meno, c'e' un costante sfruttamento dei protagonisti (in senso stretto e lato), ed in un qualche modo del pubblico stesso.
E' quasi come se i personaggi, ma addirittura anche i luoghi, venissero costretti a mettersi a nudo nei loro aspetti piu' brutti, meschini, patetici, deboli o degradanti. Una scena dopo l'altra. Una sorta di gelida e calcolata prostituzione forzata.
Guardare questo film e' come essere invitati ad un incontro ed una volta li' essere obbligati ad assistere ad un evento degradante senza potersene andare.
Sconsigliato a tutti.

26 gennaio 2004, lunedì

L'anno della scimmia
di vololibero alle 23:00:00 ~ 0 Commenti (Scrivi) ~ 0 Trackback

Auguri di buon anno nuovo!
Anche se un po' in ritardo.
Mercoledi' scorso era l'ultimo giorno dell'anno della capra.
Dal 22 invece siamo nell'anno della scimmia.
E speriamo che Kent abbia ragione.
Secondo lui sara' un anno pieno di energia, saggezza e fortuna.
Per me almeno!
Il che e' chiedere un po' tanto, ma se ne imbrocco anche una sola delle tre...

24 gennaio 2004, sabato

Film - Yves Saint Laurent etc. etc.
di vololibero alle 23:00:00 ~ 0 Commenti (Scrivi) ~ 0 Trackback
Beh, il titolo completo e' "Yves Saint Laurent: 5 Avenue Marceau, 75116 Paris".
E' un documentario sull'atelier dello stilista.
Il film e' un po' pesante per via della ripetitivita' delle inquadrature e del soggetto. Pero' e' interessante vedere la vita dell'atelier durante la preparazione di una nuova collezione.
Yves Saint Laurent e' vecchio e sembra spesso rimbecillito od un po' ubriaco. Le collaboratrici (per la maggio parte sono donne) un po' lo ammirano ed un po' gli fanno da infermiere. Gli creano un ambiente attorno che lo isola dalle asperita' del mondo.
Quello che e' impressionante e' il talento delle cucitrici, sarte, ed ogni persona in generale che lavora' li'. E di come prendono a cuore il loro lavoro e cerchino continuamente la perfezione. Il loro talento e' indiscusso ed ogni gesto e' preciso.
fotogramma dal film Alcune scene sono particolarmente impressionanti in questo senso. Le sarte (ed i sarti, pochi, ma ce n'e' qualcuno) creano praticamente il vestito semplicemente appuntando la stoffa con gli spilli. O lo correggono al volo durante le prove, tagliando un nuovo colletto reggendo la stoffa su di una gamba e poi appuntandolo. O addirittura tre o quattro persone modellano il vestito sul corpo della modella semplicemente piegando, tendendo e reggendo la stoffa con le mani, cosi' da provare combinazioni di tessuti e colori diversi.
In fondo e' un film sull'atelier piu' che sullo stilista.
Lo stile di molti vestiti e' non contenporaneo ma alcuni con linee piu' moderne o con tessuti dai colori particolari (un giallo scuro e "sporco" ad esempio) sono effettivamente belli.
Da vedere se si e' interessati al mondo della moda.
Giochi - RA
di vololibero alle 21:25:00 ~ 0 Commenti (Scrivi) ~ 0 Trackback
RA, la confezione Mercoledi' sera (lo so, sono in ritardo) ho giocato a RA con un gruppetto di altre persone (Rob, Klaus, Henry e Joey) ed il gioco mi ha appassionato. Sicuramente il fatto che io abbia vinto due volte su due (prima volta da mesi) ha una sua rilenzanza. Ma il gioco e' simpatico. Le regole sono complicate a sufficienza ma non troppo, ed il gioco e' rapido. Ed anche molto bello come pezzi e tabellone di gioco.
La partita e' divisa in tre round (epoche). In ogni epoca i giocatori pescano una tessera/carta a testa. Alcune rappresentano cose che devi avere alla fine del round, e vengono poste sul tabellone. Altre forzano l'esecuzione di un'asta (che puo' anche essere richiesta da un giocatore quando e' il suo turno, invece di pescare una tessera).
Ogni giocatore ha tre monete, di valore diverso tra loro e diverse per ogni giocatore. Durante l'asta ogni giocatore a turno punta una sua moneta o rinuncia. Chi ha fatto l'offerta piu' alta prende tutte le tessere sul tabellone, RA, la confezione e rimpiazza la moneta con cui ha puntato con quella che e' sul tabellone (all'inizio sul tabellone c'e' la moneta con valore "1"). La nuova moneta e' utilizzabile solo nel round successivo. Quindi, dopo tre volte che vinci l'asta sei fuori dal round, visto che non puoi piu' puntare.
Il round finisce dopo che 10 (credo) tessere che forzano l'esecuzione di un'asta sono state estratte. Si contano i punti, in base alle tessere guadagnate con l'asta. Se ne eliminano alcune di un certo tipo. E si parte col secondo round.
La complessita', e l'interesse, sta nel fatto che le tessere che danno punti sono di tipi diversi. Alcune se non le hai perdi punti. Altre "attivano" altre tessere (la tesser "Nilo" da punti solo se hai la tessera "inondazione del Nilo"). Altre danno punti direttamente. Altre rappresentano disastri e ti forzano a restituire delle tessere che hai guadagnato. Insomma, non le voglio descrivere tutte, ma la combinazione di tutti questi tipi diversi di regole unita alla loro estrazione casuale rende il gioco fluido e divertente.
Il dubbio e' se viene venduto in Italia. Qui la ditta che lo produce si chiama "Alea/Rio Grande Games", ma non riesco a trovarne il sito web (possibile? nel 2004?)
America - l'altro lato del lavoro
di vololibero alle 20:54:00 ~ 0 Commenti (Scrivi) ~ 0 Trackback
Pessima settimana al lavoro, in attesa di sapere chi rimaneva e chi era licenziato. E poi finalmente venerdi', alle 4:30 del pomerigio, la conferma di rimanere ... per un po' di mesi almeno, visto che gia' si profila l'ennesima ristrutturazione, e non si riesce a vendere abbastanza, e forse non e' poi cosi' vero che le cose vadano tanto meglio.
Negli Stati Uniti tutto e' accentuato e quindi se vai bene vai molto bene, ma se vai male, vai *molto* male. E sono sbrigativi ed efficienti. Se venerdi' e' l'ultimo giorno di lavoro tipicamente te lo dicono il lunedi' pomerigio della stessa settimana (se sono bravi anche un po' prima; ma se sono cattivi, lo stesso giorno). Cosi' hai un po' di tempo per fare i pacchi. E questo non solo per i lavori temporanei. Per tutti. E nessuno contesta il diritto dell'azienda a farlo.
L'America e' fondata sull'individuo e sulla sua liberta', ma la liberta' ha i suoi prezzi, uno dei quali e' che sei piu' solo, nel bene e nel male.
Restyling
di vololibero alle 20:21:00 ~ 0 Commenti (Scrivi) ~ 0 Trackback
Una lunga pausa per motivi vari e di lavoro (vedi gli altri commenti del giorno) ma anche perche' stavo facendo il restyling al blog, dopo che Mauro mi aveva scritto che la predominanza del nero accentuava il senso di "angoscia e di solitudine" ... e per fortuna che era di buon umore quando mi ha scritto.
Ma bisogna concedere quello che e' giusto ed aveva ragione.
Dunque, il restyling. Sfondo bianco, link azzurro cielo, testata con disegnino simpatico (spero).
Devo dire che lo sento molto piu' mio adesso. Ed e' vero che la versione di prima era alquanto lugubre (Clarence definisce quel modello di blog "trendy"...)
Un nuovo inizio.